“Articolo tratto dall’inserto del corriere della sera 15-08-2018” di Rossella Tercatin

Graziano Lori, 54 anni, criminologo e sociologo della devianza e presidente dell’associazione Cerchio Blu che si occupa di sostegno psicologico agli operatori delle forze dell’ordine.

Tutto ciò che offre alle forze dell’odine un’alternativa all’uso dell’arma da fuoco, rappresenta un idea positiva. La pistola è l’opzione per le situazioni in cui è necessario ferire per rendere inerme, se non addirittura uccidere. Esistono casi in cui sono necessari strumenti alternativi. Il taser, tra manganello, dissuasore, gas urticante, rappresenta forse il piu’ vicino ad un arma tradizionale, quindi richiede particolare prudenza. Gli operatori delle forze dell’ordine sono in una situazione di stress e disagio professionale grave, per via di vari fattori, a partire dall’età anagrafica media. Il taser può aiutare perchè si inserisce in quel vuoto tra il nulla e la pistola per affrontare la piccola delinquenza o problemi analoghi e dare piu’ tranquillità nel fronteggiarli.

Nicola Fratoianni, 45 anni, deputato dal 2013 e segretario di Sinistra Italiana.

L’arrivo del taser per decreto del governo, in undici città italane, non è una buona notizia, L’ordigno in dotazione alle forze dell’ordine, ufficialmente destinato alla immobilizzazione a mezzo scarica eletttrica, viene venduto, alla fragile opionione pubblica italiana, come arma non letale, In realtà l’attrezzo è classificato dall’ONU tra gli strumenti di tortura e negli USA dal 2001 ad oggi si stima abbia causato oltre 800 morti. Ma il taser è soprattutto un ulteriore passo verso una sbagliata idea di sicurezza. Sicurezza tecnica piu’ che sociale, in cui l’arma pubblica o privata ha un ruolo centrale. La sperimentazione del taser si affianca all’esplicita intenzione di allargare le maglie della difesa considerata legittima e del possesso privato delle armi da fuoco.