“Articolo tratto dall’archivio Budo International” di Sifu Vincent Lyn

C’è un abissale differenza tra il trovarsi per strada davanti ad un aggressore infuriato e trovarsi in un combattimento o in un torneo di fronte ad un compagno rivale, per quanto quest’ultimo possa essere impegnato a conquistare la vittoria.
La scelta più opportuna o utile in un torneo, può risultare suicida in una situazione di combattimento reale.
Essenzialmente esistono alcuni fattori che determinano la vittoria o la sconfitta in un combattimento.
Si tratta di dei principi che devono essere usati in qualsiasi sistema basilare di difesa personale.

  1. Lotta Sporco
    Non utilizzate mai le mani quando attorno a voi c’è qualcosa che potete prendere per colpire l’aggressore. Ovunque siate, quando il pericolo vi coglie di sorpresa, ci sarà sempre qualcosa a portata di mano per colpire l’avversario.
    Utilizzatelo! Non ci sono regole quando vi vedete obbligati a lottare per la vostra vita, o per la vita di un vostro caro. La cosa piu’ sensata è lottare con intenzione e lottare “sporco”, prima che l’avversario noti di aver scelto una vittima che sa meglio di lui come usare le tattiche da strada

  2. I principali obbiettivi dell’attacco devono essere gli occhi, la gola e l’inguine
    In uno scontro serio non perdete tempo o energia a fare sparring o ad attaccare le aree meno vitali. Quando dovete lottare con un criminale andate direttamente ai suoi punti vitali. Sotto la tensione della rabbia, della paura e della furia, il corpo umano diventa talmente potente e resistente all’attacco che solo le tecniche piu’ aggressive hanno possibilità di successo reale.
    Le tattiche moderate e pietose di controllo dell’avversario, funzionano bene nelle esibizioni e nei film, ma se desiderate sopravvivere non utilizzatele quando qualcuno vi attacca.

  3. Non state sulla difensiva, attaccate l’aggressore!
    L’unica strategia che vince è la strategia della sorpresa, assieme all’attacco piu’ offensivo. L’individuo razionale non cerca mai ne giustifica la violenza verso altre persone, ma non puo’ nemmeno permettersi che il criminale violento si avantaggi della sua etica razionale!\ Quando l’avversario attacca, attaccatelo! Bloccare, chinare, allontanarsi, schivare, sono cose efficaci solo temporaneamente. L’aggressore deve essere abbattuto e quanto prima lo si fa, meglio è. Prima sferrate il vostro attacco violento, prima garantite la vostra sicurezza.

  4. Una tecnica semplice è il miglior metodo di difesa personale!
    Siete sicuri di non confondere cio’ che è bello, con cio che funziona di sicuro? Le migliori tecniche da strada (o da qualsiasi altro posto), sono semplici, basilari e dirette. Passare un ora ad allungare i muscoli dell’inguine e delle gambe per riuscire a sferrare un calcio alto laterale ha i suoi meriti nello sport e nell’arte, ma non nella sopravvivenza.
    In caso di emergenza, quando le cose succedono rapidamente ed indossi vestiti di tutti i giorni, ci si puo’ fidare solo delle tecniche piu’ semplici, eseguite con spietatezza e contundenza. Le spazzate di fianco, le gomitate, le ginocchiate, i calci bassi, le testate, i morsi, gli sputi, ed il conficcare le dita negli occhi sono tecniche affidabili, per quanto possano risultare spiacevoli.

  5. Non parlate, non vantatevi, non minacciate e non “avvertite” mai l’aggressore.
    Sono tutti stratagemmi del combattente esperto e qualunque aggressore o criminale navigato li conosce istintivamente. Ad un aggressore non bisogna dire niente. Se per caso si presentasse un opportuinità di parlare prima che si scateni l’inferno, dite semplicemente “Non voglio problemi”. Non fate mai esternzioni del tipo che “siete pronti ad uccidere quel disgraziato”, che “siete un arma letale”, che siete esperti in karate o judo, o che “gli strapperete gli arti uno a uno” se non si toglie di mezzo.
    Se l’attacco è evidente agite! Agite immediatamente, non dite nulla, non cercate di “avvertire” l’aggressore. Se l’aggressore “sa qualcosa”, ed è probabile sia cosi, avvertirlo sarebbe come pre-armarlo. Perchè dirgli che siete in grado di dargli del filo da torcere?
    Questo non lo spaventerà. L’unica cosa che farà sarà prepararsi ad essere piu’ crudele, piu’ rapido ed incisivo al momento dell’attacco.
    Il criminale o il teppista prende un avvertimento per sfida, per quanto possa essere umile il vostro tono.

  6. Pensate alla possibilità di essere feriti
    Non importa chi siete, che sistema abbiate studiato e quanto pensiate vi abbia resi duri il vostro allenamento, dovete mettere in cantiere l’idea di poter essere feriti. Il veterano sperimentato nel combattimento sa che è folle pretendere di uscire dallo scontro senza un graffio.\ Il suo obbiettivo al contrario è quello di uscire vittorioso, con meno lesioni e di minor gravità rispetto a quelle che ha inflitto al suo avversario. I ladri, i teppisti, i rapinatori ed i criminali violenti di ogni tipo, normalmente non sono incauti. è senz’altro vero che raramente questi soggetti possiedono un qualcosa di simile al vero coraggio o alla perizia nel combattimento, ma normalmente sono abbastanza capaci e quasi sempre navigati.
    E’ molto probabile che il rapinatore che vi assalta, prima abbia aggredito altre persone.
    Se vi attaccano con un arma bianca, vi taglieranno. I tagli nelle braccia e nelle gambe possono essere dolorosi, ma normalmente non sono letali. Tuttavia la gola, il torace e lo stomaco, sono obbiettivi letali e dobbiamo sforzarci al massimo per non esporre queste aree quando subiamo un attacco. Schiviate le pugnalate, avvicinatevi e distruggete immediatamente, anche se facendolo subire un taglio ad un braccio o ad al viso.

  7. Siate sempre all’erta di fronte al pericolo!
    I giornali ci raccontano che la violenza improvvisa e inaspettata sorge nei luoghi piu’ tranquilli e improbabili.
    Essere coscienti che puo’ verificarsi un attacco violento in qualsiasi luogo, puo’ prepararvi a salvarvi la vita. è bene rilassarsi e sentirsi sicuri quando si sta in un luogo “sicuro” a tutti gli effetti.
    Tuttavia, non esiste nessun luogo dove si possa scartare la possibilità di un attacco violento, e se vogliamo veramente essere pronti di fronte al pericolo, dobbiamo anticipare quell’emergenza inaspettata. Quando camminate per strada, persino in un quartiere tranquillo, camminate al centro del marciapiede. Questo vi permette di visualizzare (almeno perifericamente) un lato, gli edifici, le strade adiacenti, ecc…e l’altro le automobili parcheggiate. Vi sembra paranoico? io non credo.
    Al vostro posto io lo considererei “essere tatticamente sicuri”.
    Quando vi trovate in un posto pubblico (un ristorante per esempio), accomodatevi guardando la porta. Naturalmente tutti sappiamo che “li non succederà mai niente”, ma perchè rischiare?
    Non è necessario drammatizzare, nè annunciare la nostra politica di sicurezza. Semplicemente dovete prendere le precauzioni necessarie tranquillamente e con discrezione.
    Tutta la vostra perizia, tutta la vostra potenza, tutto il vostro allenamento non serviranno a niente se vi prendono di sorpresa. Quando di sera prendete la metro, rimanete sempre in piedi. Tenete le mani davanti e gli occhi ben aperti. Dovete sembrare svegli e vigili. Diversi anni fa una cintura nera vincitrice di aluni trofei venne pugnalata a morte nella metro di New York perchè era seduta e cerco’ di ragionare con due criminali che si erano seduti vicino a lui.
    Se qualcuno vi chiede l’ora per strada, Guardatelo!
    Allungate la mano e lasciate che sia lui a guardare l’orologio.
    Non abbassate lo sguardo per verificare l’ora per lui.
    Se tutto questo vi sembra troppo esagerato è perchè non avete mai partecipato ad un allenamento realistico di difesa personale.

  8. Non buttatevi al suolo con l’aggressore.
    Anche se avete vinto dei trofei di judo e di lotta al suolo, RIMANETE IN PIEDI, se è umanamente possibile in una situazione di attacco reale. Finite con l’aggressore al suolo e voi che gli sferrate calci sulla tempia o nei reni, o tallonate in tutto il corpo, una volta che è caduto. La difesa personale non è “sportiva” in nessun senso della parola. Percio’ se avete fortuna di portare al suolo un aggressore, in condizioni di attacco reale, continuate ad annullarlo.
    Se si rialza dovete solo cercare di terminare o cercare di terminare il lavoro. Se ci fosse un secondo aggressore sareste finiti se andaste al suolo con il primo. In una situazione di grapling di combattimento, attaccate alla gola o agli occhi, come un animale selvaggio.
    Probabilmente i trucchi di grapling o i trucchi che avete imparato, falliranno con un criminale crudele e disperato. La norma è restare in piedi.
    Andate al suolo solo quando non esiste un modo per evitarlo.

  9. Preparate la mente ed il corpo, rivedendo e provando mentalmente le risposte difensive adeguate di fronte ad un aggressore!
    Dedicare alcuni minuti al giorno a visualizzare gli attacchi semplici e comuni e a pensare al modo migliore e piu’ efficace per rispondere di fronte ad essi, vi fornirà un vantaggio prezioso quanto la pratica fisica.
    Non vi è una varietà infinita di situazioni di attacco che dovete anticipare, se volete essere pronti nella vostra difesa personale. Considerate mentalmente le risposte a queste situazioni: prese al bavero, pugni, testate, attacchi Nelson, alle spalle, spintoni, abbracci dell’orso, prese, ecc…
    Il sistema nervoso dell’uomo considera le esperienze “immaginate” con attenzione, come se fossero “reali”.
    Questo puo’ spiegarlo qualunque medico o fisiologo e dunque spoiega l’efficacia dell’allenamento serio delle Arti Marziali. Preparatevi immaginando cio’ che fareste in caso di attacco. Scoprite la miglio difesa possibile e le migliori combinazioni di contro-attacco usando le tecniche basilari che avete imparato.\ Questo vi darà un livello di preparazione che molto probabilmente potrebbe salvarvi la vita un giorno.